Parole e Colori

Una scelta necessaria

Il motivo per il quale Laura aveva deciso di rinunciare alla loro amicizia, Giulia non riusciva proprio ad accettarlo. Erano state complici e confidenti, legate perlopiù da un intimo desiderio di giocosa leggerezza, condiviso quotidianamente anche solo con un rapido caffè. Giulia insieme a Laura riusciva a vivere fuori da quel mondo, sottile e pesante allo stesso tempo, dal quale restava avvolta durante il resto della giornata lavorando a diretto contatto con le emozioni e le profondità degli animi. E poi aveva nel cuore la dolorosa presenza di Alessandro che Laura, conoscendolo da tempo, a modo suo comprendeva e alleviava.

Tra lui e Giulia c’erano state promesse, sguardi complici e affinità profonde, ma poi tutto si era trasformato in una sorta di amicizia formale e lei, nonostante la ragione le suggerisse decisamente il contrario, soffriva ancora. Laura si trovava nel centro, amica di entrambi e messaggera di informazioni. Quel ruolo non le pesava affatto, anzi. A lei Alessandro era sempre piaciuto, ma di certo non con il trasporto che manifestava Giulia e mantenere i contatti con lui, seppur amichevoli, le permetteva in un certo senso di avere la situazione sotto controllo. Erano amici, ecco cosa sosteneva di fronte a Giulia, rendendola partecipe di ogni messaggio o telefonata. Non capiva che, così facendo, la ferita di Giulia avrebbe mantenuto quella dolorosa sensibilità incapace di guarire del tutto. E lei, Giulia, con il silenzio permetteva che ciò accadesse, incapace di porre fine a ciò che era diventato uno sterile bollettino dell’incomprensione.

Trascorsero i giorni e tutto proseguì, sinché un giorno Giulia si decise ed affrontò Laura, certa che amicizia e complicità femminili avrebbero contribuito a dipanare la questione. Manifestò senza pudore il disagio che provava quando lei, spesso pure in sua presenza, chattava del più e del meno con Alessandro e la rendeva partecipe come se nulla fosse. Le chiese di evitare quei contatti, di rinunciare ai suoi vezzi, come lei stessa li definiva. Chiese troppo, perché Laura non capì e reagì risentita. Amava farsi corteggiare e non ritenne giusto rinunciarvi.

Giulia, turbata da un confuso senso di colpa, ma consapevole di dover compiere una scelta necessaria, prese carta e penna, trasferì di getto sul foglio tutte le emozioni che le appesantivano il cuore e infine si recò fiduciosa in cima alla torre più alta di tutto il paese, la famosa “Torre del Destino”. Lassù tirava sempre un vento particolare, che cambiava direzione senza preavviso o logica apparente. Ci si recava in cerca di risposte, affidando le parole del cuore ad una lucida saggezza. Giulia prese la busta che conteneva il suo scritto, chiuse gli occhi, espresse un desiderio e la lasciò andare. Ma, con grande stupore, si accorse che, anziché volare via, iniziò a volteggiarle intorno, come se qualcosa la trattenesse. Provava per Laura un profondo affetto e desiderava con tutta se stessa che capisse la sua sofferenza. Ma non era tempo che ciò avvenisse e Giulia comprese di dover compiere la scelta più importante: imparare ad amare se stessa. In quell’istante, come per magia, la busta iniziò a volare in alto, perdendosi tra le nubi.

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