Parole e Colori

Valentina

C’era una volta, in un paese ai confini della città, una donna di nome Valentina, che viveva sola con i propri figli.

Troppe vicissitudini l’avevano portata a rinchiudersi in se stessa e in un mondo che non era il suo. Lo era diventato per stanchezza, sconforto e paura. Un mondo spesso grigio, sbarrato da muri invalicabili.

Ogni giorno si occupava dei figli, che crescevano forti e fieri e lottava per sopravvivere. Non combatteva contro animali feroci, draghi o carestie. Il paese era tranquillo e la gente cordiale. La sua lotta era dentro, nell’animo schiacciato da troppe ingiustizie.

La forza di Valentina erano gli amici: donne e uomini che, con affetto, la apprezzavano per ciò che era; per ciò che lei non ricordava più di essere.

Il tempo scorreva, scivolandole tra le mani leggero e impalpabile.

Un giorno il Sindaco, in occasione della Fiera di Primavera, oltre ai soliti festeggiamenti, addobbò le vie del centro con coloratissimi fiori e invitò alcuni artisti provenienti dalla città: musicisti, cantanti, attori e scrittori.

Valentina accolse l’evento con entusiasmo e trascorse l’intera giornata in compagnia di Giulia, una cara amica, tra melodie, canti e poesia.

Un piacevole calore le riscaldò il cuore, come un nostalgico ricordo di vita vissuta.

Durante il pomeriggio, mentre riposava ai piedi di una quercia, vide passare un amico di vecchia data, che mai avrebbe immaginato di incontrare. Fu un’emozione per entrambi, ma per Valentina diventò presto qualcosa di più. Di diverso. Iniziò a sentirsi a disagio e si allontanò dopo poco con una scusa.

Nei giorni successivi riflettè a lungo, per comprendere cosa le fosse accaduto. Aveva provato confusione, vergogna e senso di smarrimento. Era un intreccio di ideali, progetti, entusiasmi, energie vitali che tentavano di riavere voce. O, più che altro, voce in capitolo. Ciò che l’amico ricordava di lei, non c’era più. Oppure, come sosteneva Giulia, semplicemente “riposava.”

In realtà, negli ultimi anni Valentina non si era arresa, ma era cambiata mutando forma per restare, paradossalmente, se stessa. La tentazione di mettere tutto a tacere era forte, ma sapeva che non sarebbe stato possibile.

Durante la notte ricominciò a sognare, a ricordare perlomeno di averlo fatto. Non le accadeva da anni. Riuscì anche a riposare meglio e ad avere nuovamente speranza e fiducia. Ne parlò con Giulia ed osservò a lungo i figli. Infine prese una decisione, che risuonò come una promessa all’unica persona alla quale sapeva di non poter mentire: se stessa.

Valentina lavò le vecchie ferite con dolcezza e consegnò coloro che le avevano procurate al proprio destino. Divenne, così facendo, una donna libera. Riprese a frequentare gli amici, ad esprimersi liberamente, a realizzare progetti. Ricominciò ad amare la Vita.

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